Down a Different Corridor - Author: Strega Brava - Drama/Angst - PG-13 - Hermione is given lessons in Occlumency by Professor Snape and enjoys it about as much as Harry did. A pre-romance. A/N: While I realize Hermione did not actually ever see the Mirror of Erised, I am reasonably certain she read about it somewhere. - Tradotto da Valpurga e Cuccussètte - Drammatico \ Angst - Per maggiori di 14 anni - Hermione prende lezioni di Occlumency e se la spassa quanto Harry. Pre romantico. NdA: Hermione non ha mai visto lo specchio di Erised, però ne deve aver letto.
Qua l'Originale: http://www.fanfiction.net/read.php?storyid=1517475
ErProfessor Snape l'avrebbe attesa.
Sperava solo che avrebbe potuto tenere per sé i suoi segreti.
Rapida giunse alla porta dell'aula, e si guardò attorno per qualsiasi segno del Professor Snape. Era in anticipo di pochi minuti ma di certo sarebbe andato tutto bene se entrava nell'aula. Starsene lì nel corridoio vuoto gli sembrava comunque un po' strano sebbene, come Prefetto, non doveva giustificare la sua presenza in questa particolare zona della scuola.
Come in risposta alla sua domanda, la porta si aprì per conto suo e lei entrò svelta.
"Signorina Granger?" la voce del Professor Snape echeggiò dal davanti dell'aula.
"Sì, Professore?"
"Per favore sposta i banchi verso le pareti della stanza così avremo abbastanza spazio per la lezione di stasera. Se la prestazione di Potter è di qualche utilità, potremo dover spostare questo fuori," sbuffò mentre metteva via quello che, senza dubbio, era un Pensatoio.
Hermione gli aveva dato le spalle così da non poter vedere la rabbia sul suo viso. Non era sempre così brava a trattenere le emozioni e sapeva che queste potevano solo metterla nei guai, quella sera.
<Basta che ti rilassi >, pensò tra sé mentre incantava i banchi e le sedie per farli allineare obbedienti al muro dell'aula.
Una volta che l'ebbe fatto, si voltò e guardò il Professor Snape, che avanzò e rimase immobile in piedi nel centro della stanza. Estrasse la bacchetta e indicò un punto a un paio di metri da lui. Lei svelta avanzò verso il posto e attese le istruzioni, tesa.
<Basta rilassarsi… ricordati quello che ha detto Harry. Niente panico. Snape non proverà a farmi male… tanto >, pensò tra sé quando incontrò lo sguardo deciso con solo una lieve trepidazione.
"Hai fatto pratica, signorina Granger?" le chiese.
"Sì… ogni notte, come hai richiesto," gli rispose, più fiduciosa.
"Vedremo presto se dici la verità. Iniziamo. Preparati, signorina Granger, probabilmente questa non sarà la più piacevole delle esperienze," le disse, e il sarcasmo dava un tono cupo alla voce.
Hermione lo fissò e lui fece una smorfia. Sollevò la bacchetta sopra la testa e gridò, "Legilimens."
Hermione era pronta. Provò un incantesimo che blocca, ma lo sentì crollare quasi subito. Poi lanciò un incantesimo di scudo, e incontrò la stessa fine del primo… la stanza prese a fluttuare davanti ai suoi occhi. Cercò di sollevare la bacchetta ma non ci riuscì… voleva lottare ma all'improvviso si trovò privata dei suoi poteri… e una scena andò a fuoco.
Poté vedere i ragazzini nella sua prima classe che la stuzzicavano, chiamandola bestiola dell'insegnante e saputella. Poté sentire le lacrime nei suoi occhi quando aveva detto alla mamma che non voleva mai più leggere un altro libro…
"Basta!"
Hermione fu sorpresa di trovarsi stasa sul pavimento, in lacrime. Svelte si strofinò via le lacrime rimaste e si alzò per affrontare il Professor Snape, a bacchetta sguainata.
"Ti riprendi velocemente… te lo garantisco, signorina Granger, Devi provare più forte. Le mie capacità sono insignificanti se paragonate a quelle dell'Oscuro Signore. Devi concentrarti. Altrimenti, sarai morta."
Tremò parecchio ma la mano non cedette.
"Son pronta," disse calma.
Lanciò di nuovo l'incantesimo e Hermione contrattaccò con un incantesimo congelante. Per un poco funzionò e poi prese a vedere immagini della prima lezione di Pozioni di Harry… e i pensieri di Snape nel vedere il Ragazzo - Che - Sopravvisse nella sua aula…
Doveva venir protetto ad ogni costo. Se Voldemort riusciva ad impadronirsi della Pietra Filosofale, sarebbero stati tutti perduti. Quirrel. Doveva essere Quirrel. Devo proteggere Potter. Lo ho promesso. Lo farò. Dannato ragazzo… ma non sa altro che il suo nome ? Questo sarà un anno molto lungo…
La scena si sfocò e cambiò. La testa prese dolerle. Poté vedere quando si era trasformata in un gatto grazie alla Pozione Polisucco… cercò di nascondere il ricordo ma questo si rifiutò di darle retta…
Madama Pomfrey non aveva fatto alcuna domanda ma ancora Hermione si sentiva davvero colpevole per l'intera cosa. Scodinzolò la coda avanti e indietro… le vibrisse si torsero quando la Medistrega le portò una pozione da bere… aveva un gusto tremendo… come di sudore di Troll…
E, proprio quando la scena fu lì, si dissolse. Hermione alzò gli occhi e vide il Professor Snapeche la osservava meravigliato. Era in ginocchio, con la bacchetta stretta con entrambe le mani.
Seppe di aver invaso i pensieri dell'uomo. Questo poteva non essere un bene.
"Dimostri di promettere molto meglio del tuo amico, Potter. Comunque, i tuoi sforzi non sono adeguati. Sono ancora capace di spezzare le tue difese troppo facilmente e poter esser testimone di qualsiasi evento del tuo passato desideri," disse strofinandosi la fronte con il palmo della mano.
"Mi dispiace che sospettassimo di te, Professore," rispose Hermione.
La guardò sorpreso. "Non ti accuso, signorina Granger. Le mie prime concatenazioni di eventi ti portavano a credere a quello che pensavi."
"Non lo crediamo più."
"Sì, me ne sono accorto. Comunque, l'incidente con la pozione Polisucco è il più intrigante. Mi ero chiesto perché Poppy mi avesse chiesto del tonico per capelli. Certo non pensai che fosse per Mrs. Norris."
Hermione sorrise nervosa. Lui non le rese il sorriso, sebbene la sua espressione in qualche modo sembrò meno severa.
"Adesso, torniamo agli affari. Armati, signorina Granger, e potremo vedere se hai imparato qualcosa," disse con voce gelida.
Hermione si alzò svelte e protese la sua bacchetta. Pensò a un altro incantesimo bloccante che potesse andare.
Il Professor Snape lanciò l'incantesimo di ambiguità che riuscì a indebolire l'altro incantesimo, abbastanza da per mantenere il controllo sui propri pensieri. Vide lo specchio di Erised…
Aveva odiato quella cosa. Aveva odiato di essere l'unico responsabile perché venisse restituita alla Gringotts. Era stato capace alla fine di riportarlo nella cripta apposita, nel profondo delle catacombe della banca tenuta da goblin, quando era inciampato su una pietra sconnessa e si era trovato a faccia a faccia con lo specchio. Per un momento, era rimasto disteso là, come pietrificato… il naso a pochi centimetri dalla superficie vitrea dello specchio. Sulle prime, vide solo il suo riflesso atterrito… poi.. la figura di una donna apparve… era nebulosa… ma Hermione pensò che poteva quasi….
Sentì un'improvvisa sensazione che la strinse ed era dolorosa, e le spezzò il respiro. Era l'inizio del settimo anno… e immediatamente la colse il panico.
Il Preside l'aveva guardata con così tanto rincrescimento. I suoi genitoriu erano morti. Assassinati. I Mangiamorte la stavano cercando e, non trovandola a casa, le avevano ucciso i genitori. Non poteva piangere. Non avrebbe pianto. Non sarebbe stata debole…
L'incantesimo venne tolto e Hermione rimase piegata in posizione fetale sul pavimento, piangendo senza controllo.
"Signorina Granger."
Per parecchi minuti lei non riuscì a rispondere. Mesi di repressione del proprio dolore adesso richiedevano il proprio prezzo e continuò a singhiozzare isterica, senza preoccuparsi se lui toglieva tutti i punti che il Grifondoro era riuscita ad accumulare durante l'anno scolastico.
"Signorina Granger… devo scusarmi… non volevo…" le mani le toccarono le spalle ma lei si scansò.
"Signorina Granger… devi alzarti." Hermione sentì le sue mani sulle spalle. Questa volta gli permise di guidarla a stare in posizione seduta, ma non riuscì a smettere di piangere. Lo sentì premerle un fazzoletto nella mano e lei prese a piangere più forte.
"E' stato uno sbaglio per me esplorare un ricordo che ti ha ferita così in profondità."
Lo sentì mormorare un incantesimo e fu sorpresa di trovare un bicchiere d'acqua fresca accostato alle labbra.
"Bevi questa… è solo acqua," le disse mentre le reggeva il bicchiere per farla bere. Quasi si strozzò mentre singhiozzava e sputava, ma il liquido gelido le alleviò il dolore alla gola e scoprì che poteva respirare con maggiore facilità.
"Sono… sono così debole. Non avrei dovuto provare questo così presto," sussurrò sconfitta, attendendosi le parole glaciali che era certa sarebbero arrivate dal Maestro delle Pozioni.
"Per la prima volta, sei andata davvero bene, signorina Granger. Sei stata capace di pensare su due piedi e provare incantesimi differenti per tentare di respingermi. Questo, già di per sé, è meglio di quanto trovo di soliti con le altre teste di legno a cui insegno."
Hermione si asciugò gli occhi e guardò con meraviglia il Professor Snape.
"Dieci ounti per il Grifondoro, signorina Granger," constatò, "Se non altro per aver dimostrato a te stessa di non essere una testa di legno."
Lei gli sorrise debole. "Vorrei che tu non avessi visto quello, Professore."
Lui sospirò. "Tutti abbiamo segreti, signorina Granger. Imparare a proteggere quei segreti da quelli con cui non sei pronta a condividerli è importante, soprattutto se desideri raggiungere un ruolo preminente all'interno dell'ordine," le rispose.
"Lo voglio," affermò.
"Allora ti rivedrò di nuovo la prossima settimana, alla stessa ora," si alzò e le offrì la mano per aiutarla.
"Professore?"
"Sì, signorina Granger," le rispose mentre faceva tornare i banchi e le sedie nella loro posizione originaria.
"Lei è molto graziosa… la donna nello specchio."
Per un attimo, il Professor Snape la guardò con attenzione. Lei poté vedere paura, rabbia e qualcosa di indefinibile nei suoi occhi.
"L'hai vista?" le chiese.
"No," ammise . "Solo una vaga sagoma… ma ho sentito le tue sensazioni. Ti sta molto a cuore."
"Ci vediamo la prossima settimana, signorina Granger," le disse mentre tornava allo scaffale in cui aveva riposto il suo Pensatoio.
Hermione prese quelle parole come un invito ad andarsene. Se ne filò nei corridoi e ben presto si trovò nel suo letto, ad ascoltare i placidi respiri delle sue compagne di dormitorio.
Era sopravvissuta alla sua prima lezione ed era riuscita e nascondergli i suoi sogni… sogni di un lungo corridoio e di un uomo che la attendeva in un'aula. Un uomo che la guardava da dietro un grosso libro… un compagno… nel lavoro e nella vita… qualcuno che la amava ma che lei non sapeva chi fosse… i suoi lineamenti nascosti tra le ombre e distorti dalla luce… se solo avesse potuto avvicinarsi abbastanza da sapere chi fosse…
* * * * * *

Nell'aula abbandonata, il Professor Snape era ancora seduto in uno dei banchi, e fissava la porta ancora aperta con un'espressione persierosa. Si voltò per guardare il Pensatoio, sul banco accanto al suo, con i suoi ricordi che fluttuavano come vetro liquido. Esitando, usò la bacchetta per selezionare il flusso che aveva appena aggiunto e lo guardò mentre prendeva forma… una giovane donna con capelli a cespuglio, occhi inquisitori e un cuore molto Grifondoro… la donna dello specchio…
"Sì, Hermione, è davvero assai graziosa," mormorò. "E mi sta a cuore moltopiù di quanto non oserei dire."
Silenzioso, ripose i ricordi nel loro posto adatto e, raccogliendo il Pensatoio, lasciò l'aula.
<Dovrò essere molto più attento la prossima volta>, pensò tra sé.
------------ F I N E ------------